L'invisibile decide domani
Abbiamo costruito un mondo ossessionato da ciò che si vede. Misuriamo fatturati, margini, produttività, prestazioni, follower e clic. I numeri permettono di confrontare risultati, redigere rapporti e motivare giudizi. La facilità con cui li utilizziamo può indurci ad attribuire loro un’autorità eccessiva: finiamo per discutere soltanto degli aspetti del lavoro che compaiono nel resoconto.
La fiducia non compare nel bilancio. La paura nemmeno. Eppure entrambe modificano il lavoro: una persona può segnalare un errore appena lo scopre oppure nasconderlo per evitare una sanzione.
Il numero degli incidenti registrati dipende anche da questo comportamento. Un calo delle segnalazioni può accompagnare un miglioramento reale oppure una crescente difficoltà a parlare. Per interpretarlo occorre sapere come vengono trattate le persone che segnalano un problema.
Uso la parola «invisibile» per indicare ciò che sfugge a una particolare rappresentazione. Una competenza può essere evidente ai colleghi e assente dalle informazioni consultate da un dirigente. Un conflitto può essere noto a chi lavora e restare escluso dal rapporto sul progetto. In questi casi chi lavora dispone già di informazioni pertinenti. Chi decide deve poterle esaminare e tenerne conto.
Per questo mi interessa il rapporto fra gli strumenti di percezione e quelli di controllo. Un indicatore seleziona alcuni aspetti del lavoro secondo criteri stabiliti in precedenza. La sua utilità dipende anche dalla possibilità di esaminare ciò che quei criteri hanno escluso. Se ogni obiezione deve prima diventare un numero per essere ascoltata, chi governa restringe il campo delle informazioni sulle quali può decidere.
La mia esperienza nelle telecomunicazioni dell’Aeronautica Militare risale ai primi anni Novanta. Ripensando oggi a quel lavoro, riconosco quanto la continuità delle comunicazioni fosse legata alla capacità operativa.
Trasmettere informazioni fra strutture diverse richiedeva collegamenti funzionanti, protezione dei dati e una chiara assegnazione delle responsabilità. La ricezione di un messaggio confermava che il collegamento aveva funzionato in quella circostanza.
Per valutare l’affidabilità del servizio occorreva considerare anche le condizioni che permettevano di mantenerlo operativo.
Ho esaminato da questo punto di vista la nota attribuita ad Airbus Defence and Space e ripresa dalla stampa di settore il 5 ottobre 2026. La società descrive una sperimentazione svolta a Malta il 10 e l’11 settembre, nella quale utenti militari e delle forze dell’ordine sono stati collegati attraverso reti operative diverse.
Secondo il resoconto, la sperimentazione ha combinato crittografia post-quantistica, indicata con la sigla PQC, e distribuzione quantistica delle chiavi, o QKD.
Le due tecnologie svolgono funzioni differenti. La crittografia post-quantistica impiega algoritmi progettati per resistere anche agli attacchi di computer quantistici. La QKD riguarda la distribuzione delle chiavi crittografiche mediante processi quantistici.
Il loro impiego richiede comunque di proteggere gli apparati, gestire gli accessi e verificare il funzionamento dell’intero sistema. Per valutare la sicurezza dichiarata occorre quindi conoscere le condizioni concrete della sperimentazione.
Secondo la nota, la sperimentazione ha integrato la piattaforma Agnet di Airbus con gli apparati di cifratura Stormshield e con la tecnologia QKD fornita da Telsy attraverso Quantum Telecommunications Italy, utilizzando l’infrastruttura di Melita. Merqury Cybersecurity ha fornito il sistema di gestione delle chiavi e le tecnologie di rete definite via software, o SDN, che hanno coordinato la distribuzione delle chiavi crittografiche e l’instradamento del traffico al variare delle condizioni della missione.

Il coordinamento fra questi sistemi è l’aspetto che mi interessa approfondire. Dal punto di vista dell’utente, il risultato è la possibilità di comunicare. Per raggiungere questo obiettivo, i componenti della rete devono scambiarsi informazioni, distribuire le chiavi necessarie e instradare il traffico secondo le regole stabilite. Secondo Airbus, la dimostrazione ha verificato l’integrazione di queste funzioni.
Il resoconto riporta le dichiarazioni dell’azienda sulla prova svolta. Per valutare l’affidabilità della soluzione in altri scenari operativi servirebbero informazioni sui requisiti verificati, sulle condizioni della prova e sui risultati ottenuti.
La minaccia denominata «harvest now, decrypt later», cioè raccogliere oggi e decifrare in seguito, impone di considerare anche il tempo per cui i dati devono restare protetti. Un avversario può conservare dati cifrati intercettati oggi e tentare di decifrarli in futuro, quando avrà strumenti adeguati.
Per scegliere la protezione da adottare occorre quindi considerare il periodo durante il quale i dati devono restare riservati e le capacità di decifrazione che potrebbero diventare disponibili.
Il collegamento con il governo delle organizzazioni riguarda la possibilità di ottenere nuovamente un risultato favorevole. La verifica di un sistema crittografico e l’osservazione di fiducia e competenza richiedono metodi differenti. Il punto comune è la necessità di conoscere le condizioni che hanno permesso di ottenere il risultato e di valutarne la durata.
Consideriamo un progetto che rispetta le scadenze grazie al lavoro straordinario di poche persone. L’avanzamento registrato può essere corretto. Per decidere gli impegni successivi servono anche informazioni sulle ore effettivamente lavorate, sulle competenze concentrate in quelle persone e sulle attività rinviate per rispettare la consegna. Proiettare sul futuro il solo dato dell’avanzamento significa assumere che quelle condizioni possano ripetersi.
Lo stesso problema si presenta quando un servizio continua a funzionare grazie a interventi manuali frequenti. L’indicatore di disponibilità registra per quanto tempo il servizio è rimasto accessibile. Chi esegue gli interventi conosce anche le difficoltà affrontate per ottenere quel risultato.
Per valutare la continuità occorre sapere quali interventi sono stati necessari, chi sa eseguirli e che cosa accadrebbe durante l’assenza di quelle persone.
Il culto del numero comincia quando queste informazioni vengono liquidate come impressioni perché mettono in discussione un giudizio favorevole. Un cruscotto tutto verde può diventare un ottimo alibi per lasciare il problema a chi dovrà lavorare domani. I costi del rinvio ricadono sulle persone incaricate di mantenere il servizio e affrontare gli incidenti.
Secondo me, governare richiede di dare un seguito alle osservazioni di chi conosce il lavoro. Una segnalazione deve poter essere verificata, discussa con chi decide e tradotta, quando è fondata, in un intervento.
Se una segnalazione fondata resta senza seguito, chi ha descritto il problema continuerà a lavorare nelle stesse condizioni.
La sperimentazione descritta da Airbus ha messo alla prova il coordinamento delle funzioni necessarie a comunicare attraverso reti diverse. Anche la consegna di un progetto dipende dal coordinamento di attività, competenze e decisioni. Prima di assumere un nuovo impegno, occorre verificare se saranno ancora disponibili le persone, le competenze e le risorse che hanno permesso di ottenere il risultato precedente.

Fonti
- Cartografie delle zone d'ombra, Calogero Kalos Bonasia, Delos Digital
- Airbus Defence and Space, “Airbus demonstrates Quantum-Secure communications in live tactical operations”, 5 ottobre 2026, ripreso da EDR Magazine.
- Critical Communications, “Airbus demos quantum-secure comms in live tactical operations”, 12 ottobre 2026.
- Airbus, Agnet, informazioni sulla piattaforma per comunicazioni mission-critical e interoperabilità.