Poi ricomincio da capo
La lista aveva dodici caselle. Le ho contate due volte: dodici, come i mesi, i segni dello zodiaco, le fatiche che Ercole avrebbe potuto distribuire con maggiore prudenza.
Ogni casella conteneva una parola: scopo, dati, tempo, controlli. Tutto sembrava al proprio posto. Eppure, guardando quella piccola costellazione di termini, non riuscivo a capire quale decisione avrebbe potuto prendere.
Forse una lista non serve a contenere il mondo. Serve a indicare il punto dal quale ricominciare a osservarlo.
Ho aggiunto una tredicesima casella, lasciandola vuota.
Dentro avrei dovuto scrivere: che cosa manca?
Da quel giorno, quando un processo appare completo, cerco prima il vuoto. Di solito è più istruttivo delle caselle compilate.