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Processi organizzativi e decisioni

Un processo organizzativo non è soltanto una sequenza di attività.

È il modo in cui un'organizzazione trasforma una richiesta in un risultato, distribuisce responsabilità, fa circolare informazioni, gestisce eccezioni e prende decisioni.

Per comprenderlo parto dal lavoro effettivo: seguo una richiesta, un documento o una decisione lungo il suo percorso e osservo dove si ferma, chi interviene, quali informazioni vengono utilizzate e quali passaggi rimangono affidati alle relazioni informali.

Mi interessa soprattutto la distanza fra il processo dichiarato e quello realmente praticato.

In quella distanza diventano visibili molte delle difficoltà organizzative: richieste che entrano da canali differenti, responsabilità che si sovrappongono, decisioni prive di una motivazione ricostruibile, indicatori formalmente corretti che descrivono soltanto una parte del sistema.

I testi raccolti qui riguardano la progettazione e il governo di questi meccanismi.

Rendere visibile il lavoro

Prima di automatizzare, bisogna dare senso al lavoro

Automatizzare un processo poco compreso significa spesso rendere più veloce una struttura già difettosa.

Prima dello strumento vengono le domande: che cosa entra nel processo, quale risultato deve produrre, chi prende le decisioni, quali informazioni sono necessarie e quali eccezioni devono essere riconosciute.

La tecnologia diventa utile quando sostiene una rappresentazione del lavoro sufficientemente fedele alla realtà.

Strumenti di percezione e strumenti di controllo nella governance dei progetti. Parte seconda.

Un flusso di lavoro, un cronoprogramma o un sistema di controllo selezionano alcuni aspetti della realtà e ne lasciano inevitabilmente altri fuori.

Propongo di considerarli strumenti di percezione organizzativa: devono distinguere il segnale dal rumore, essere calibrati sul contesto, utilizzare un livello di dettaglio adeguato e conservare il legame fra dati, interpretazione e decisione.

Ogni mappa sacrifica qualcosa del territorio. Il problema comincia quando l'organizzazione difende la mappa anche dopo che il territorio l'ha contraddetta.

Governare la domanda

Richieste, variazioni e responsabilità nelle organizzazioni che hanno smesso di scegliere

Una richiesta raramente entra in un'organizzazione già definita nella sua forma corretta.

Può arrivare attraverso posta elettronica, conversazioni private, riunioni o strumenti ufficiali. Prima di trasformarla in lavoro occorre comprenderne il significato, riconoscerne l'origine, valutarne l'importanza e decidere se debba essere accolta.

Quando questo passaggio manca, la domanda non viene più governata: entra da ogni fessura e la capacità disponibile viene progressivamente consumata dalle urgenze.

Governare il sistema, non soltanto le attività

Che cosa deve governare un responsabile di progetto

Un progetto può mostrare indicatori locali positivi e continuare a produrre risultati lentamente.

Il problema emerge quando si osserva il percorso completo del lavoro: attese, passaggi fra strutture, dipendenze, informazioni mancanti e responsabilità non presidiate possono pesare più della produttività dei singoli gruppi.

Governare significa quindi preservare la continuità della comprensione mentre il lavoro attraversa competenze, strumenti e livelli organizzativi differenti.

Decidere e assumersi la responsabilità

Agile, intelligenza artificiale e crisi della decisione

Metodi, strumenti e algoritmi possono sostenere una decisione, fornire informazioni e rendere visibili alternative.

Rimane però necessario stabilire chi decide, sulla base di quali elementi e assumendosi quali conseguenze.

Quando il procedimento viene progressivamente delegato a regole, indicatori o sistemi automatici, il rischio è che la decisione sopravviva mentre la responsabilità si disperde.

Processi, conoscenza e controllo

Un processo produce anche conoscenza.

Ogni richiesta gestita, eccezione riconosciuta e decisione motivata lascia una traccia che può permettere all'organizzazione di comprendere meglio se stessa.

Per questo progettazione dei processi, qualità delle informazioni e memoria organizzativa sono strettamente collegate.

Gli scritti dedicati a questo secondo aspetto sono raccolti nella pagina conoscenza e memoria organizzativa.

I miei libri, saggi e altri contributi sono raccolti in scritti e pubblicazioni.

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